Ho conosciuto la pratica della camera minutera per la prima volta nel momento in cui, data la mia passione per la fotografia argentica e la camera oscura, ho sentito la necessita' di far riscoprire questo mondo alle vecchie e nuove generazioni.

E' talmente immediato e quasi scontato il gesto di generare un'immagine della realta' nel digitale, che si sta perdendo la consapevolezza di quanta “magia”, studio e ricerca si siano combinati sin dall'inizio per ottenere questo risultato in primis nel mondo analogico.

E allora mi sono chiesta: “Se sempre meno persone oggi conoscono ed entrano in una camera oscura, come potrei portarla io da loro?”.

Mi interessava tanto fare questo perche' e' li' a mio parere la vera essenza della fotografia, li' che si puo' capire la bellezza del veder comparire quasi per magia il segno che la luce rilascia sulla carta chimica, e ritrovarsi poi con una stampa da tenere tra le mani, da tramandare nel tempo come testimonianza di esserci stati, li', in quell'istante.

D'altro canto, e' questo il significato proprio di FOTO-GRAFIA, ovvero “scrittura della luce”.

Dopo alcune ricerche, ho cosi' scoperto il mondo della fotografia istantanea di strada, che ha tante varianti e denominazioni diverse, dalla scatola Afghana o kamra-e-faoree alla Camera Minutera spagnola, dai fotografi “Lambe-lambe” brasiliani ai “Cassettisti” italiani.

Con la mia scatola magica realizzo ritratti analogici ai sali d'argento che vogliono essere un modo per avvicinare di nuovo le persone ad una dimensione piu' romantica e lenta della fotografia, dove una foto non e' piu' solo un'immagine tra milioni di altre, ma puo' raccogliere insieme il ricordo di una connessone umana. Ogni stampa nasce in maniera del tutto artigianale, e' unica ed anche meravigliosamente imperfetta. Ed e' per questo che ritrova finalmente il suo valore.

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